30 Settembre 2021

Mobilità connessa e black box: evoluzioni in atto nel mercato assicurativo

Nel 2020, il mercato delle soluzioni per le auto connesse ha raggiunto un valore pari a 1,8 miliardi di euro, stando a quanto affermato da una recente ricerca dell'Osservatorio Connected Car & Mobility della School of Management del Politecnico di Milano, presentata durante il convegno online "Connected Car & Mobility: come riscrivere la mobilità del futuro”. Un terzo di questo mercato è rappresentato dai sistemi ADAS - Advanced Driver Assistance Systems - presenti sui nuovi veicoli: sistemi elettronici di assistenza alla guida sviluppati per migliorare la sicurezza delle auto e raccogliere dati utili al monitoraggio di diversi parametri. 

Secondo uno dei report di MarketsandMarkets, la domanda di ADAS in Europa sarà trainata dalle disposizioni di legge europee. Infatti, a partire dal 2022 tali dispositivi dovranno essere obbligatori e previsti all’interno dei nuovi veicoli. Mentre per il parco auto circolante sarà garantita la possibilità di adeguarsi entro maggio 2024.

"Sempre più spesso le aziende definiscono delle strategie per valorizzare i dati raccolti dalle smart car e adottano nuovi modelli di pricing che prevedono l'acquisto di servizi smart legati all'auto o alle strade oppure modalità pay-per-use” – afferma Giovanni Miragliotta, Responsabile scientifico dell'Osservatorio Connected Car & Mobility

“Nei prossimi anni lo sviluppo della Connected Car non dipenderà più solo dalla crescente diffusione di auto connesse o delle loro tradizionali funzionalità, ma anche dalla possibilità di pensare alle auto come a un canale di vendita "intelligente" per portare al cliente servizi innovativi o addirittura funzionalità di prodotto avanzate e sbloccabili a pagamento, come l'estensione della durata della batteria di un'auto elettrica o il potenziamento del motore". - aggiunge Miragliotta.

Dati e tecnologie per le Connected Car

L’interesse per le auto connesse deriva dai numerosi benefici che dati raccolti e tecnologie avanzate possono offrire a consumatori, imprese e pubblica amministrazione. Pensiamo a quei dati che consentono, ai gestori delle flotte, di limitare i casi di uso fraudolento, di incentivare uno stile di guida più responsabile e di programmare con anticipo gli interventi di manutenzione, ottenendo un risparmio di tempo e costi.

A ciò si aggiungono i progetti di Smart Road, come quello promosso dall’ANAS che si pone l’obiettivo di dotare il Paese di una rete stradale efficiente, in progressivo miglioramento e aperta alle nuove sfide del futuro: dall’alimentazione elettrica alla guida assistita e oltre, come nel caso dei veicoli a guida autonoma.

Un'altra opportunità offerta dai sistemi ADAS è la possibilità di stipulare polizze assicurative, in cui il premio varia in base a quanti e quali di questi sistemi sono presenti nel veicolo. Grazie a tali dispositivi, gli assicuratori possono, infatti, accedere a diverse tipologie di dato specifiche per veicolo in grado di incidere sul premio finale, come le informazioni che riguardano gli optional di sicurezza. Ad esempio, i sistemi di assistenza alla frenata hanno ridotto il rischio di sinistro del 38% rispetto alle auto di vecchia costruzione. In questo modo, la compagnia assicurativa può effettuare un calcolo più preciso del rischio di eventuali sinistri, riuscendo a segmentare i premi. 

La black box e i vantaggi per le assicurazioni

Il nuovo paradigma che prevediamo sarà vehicle to vehicle (V2V) e vehicle to connected object (V2CO). Questo vuol dire che le nostre città saranno invase da sensori per il monitoraggio continuo e costante delle condizioni ambientali che possono impattare sulla guida delle auto. Le informazioni così raccolte attivano i Sistemi Avanzati di Assistenza alla Guida (ADAS) che potranno avvisare ed assistere il driver in momenti di criticità” - ha dichiarato Marco D’Ambrosio, Business Developer di GreenVulcano.

Tra i connected objects presenti nelle auto, i più diffusi sono le cosiddette scatole nere o telematics boxes, dispositivi elettronici mobile dotati di rilevatore GPS e capaci di registrare una grande quantità di dati inerenti la condotta e lo stile di guida dell’automobilista, sinistri inclusi. La loro adozione è sostenuta dalle compagnie assicurative in quanto deterrenti contro frodi e furti, grazie alla possibilità di localizzare l’auto, semplificarne il recupero e raccogliere informazioni sulla condotta di chi è al volante. 

Un’indagine dell’ANIA (Associazione Nazionale delle Imprese Assicurative) ha stabilito che chi è dotato all’interno del proprio veicolo della black box ha una condotta di guida più responsabile, diminuendo la probabilità di provocare sinistri. Ne consegue, una riduzione dei prezzi delle polizze tradizionali Rc auto. 

Avere, quindi, in dotazione un dispositivo connesso e una piattaforma in grado di leggere in real-time i dati raccolti consente alle compagnie assicurative, ai consumatori e, al contempo, ai gestori delle flotte, di avere sotto controllo il proprio veicolo (o flotta) e le polizze assicurative stipulate. 

Anche GreenVulcano, da sempre attenta alle evoluzioni che interessano la mobilità connessa, ha contribuito allo sviluppo di tale mercato, grazie anche alla sua esperienza ventennale nel campo della telematica e più di 10 milioni di veicoli monitorati per i suoi partner. Una fra le diverse soluzioni offerte è il servizio Pay Per Mile, un dispositivo che colleziona i dati dei tragitti su mappa effettuati dal veicolo, analizza le condizioni meteo ed eventuali crash, definisce lo stile di guida dell’assicurato assegnandogli un punteggio e permette la generazione di una polizza personalizzata con eventuale acquisto di km a prezzi convenienti. Infine, grazie all’identificativo univoco del veicolo è in grado di monitorare se il dispositivo stesso viene spostato da un veicolo all’altro (nel caso di più veicoli di proprietà da parte dello stesso assicurato).

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